“Il cristiano è colui che riesce a vivere l’ordinario in modo straordinario” (Giovanni Paolo II).

Questa definizione ci aiuta a spiegare la figura di Domenico Mangano, la vita di un uomo che ama di vero cuore, con spirito d’iniziativa, sempre in generosità senza limiti, laico appassionato, mosso dal desiderio instancabile di incarnare le sfide del Vangelo dentro la quotidianità della famiglia, del lavoro, della politica…

Domenico (1938-2001) ha risposto alla chiamata di Dio “con prontezza, fedeltà, continuità, ma soprattutto, sempre, con assoluta libertà di coscienza. Liberamente sceglie di trasformarsi da cittadino attivo, da laico impegnato in politico focoso e pungente, in cristiano autentico e ricco di fede; dopo l’incontro col Movimento dei Focolari, modella quotidianamente la sua anima nel “santo viaggio” in unità coi fratelli” (Tommaso Sorgi)

Del suo incontro col Movimento lo colpì la serenità dei componenti e l’impegno di ogni cittadino per la res publica.

Insieme a Tommaso Sorgi ed altri condivide il comune desiderio di coniugare terra e cielo, condividono la passione ardente di tradurre nel difficile agone politico il provocatorio messaggio del Vangelo. Insieme contribuiscono a dar vita al Movimento politico per l’unità che mira a vivere l’esperienza politica in uno stile improntato all’edificazione della fraternità universale, imitando Igino Giordani.

Domenico nasce in provincia di Potenza e poi la famiglia si trasferisce a Viterbo nel 1949. Nel 1958 viene assunto all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale nella sede di Pavia ed inizia a frequentare da studente lavoratore la facoltà di Economia e Commercio. Ritornato a Viterbo, conosce Maria Pia con la quale si sposa nel 1966, unione dalla quale nascono tre figli: Paola, Giuseppe e Maria Flora.

Per Domenico sono anni di grande impegno in famiglia, al lavoro, nel sindacato, nell’Azione Cattolica, nello studio e nell’attività politica come amministratore pubblico a Viterbo.

Quando conosce il Movimento dei Focolari, andò attuandosi in lui un’autentica rivoluzione copernicana dell’anima e Domenico s’impegna nella branca dei Volontari di Dio, laici impegnati ad incarnare in tutti gli aspetti del sociale la luce che scaturisce dal carisma dell’unità, sceglie di mettere Dio al primo posto nella sua vita, vuole essere al “passo con Dio” tanto che Chiara arriverà a dire di scorgere in lui un “mistico”.

Ogni ambiente, ogni situazione, ogni persona in difficoltà lo attraevano irresistibilmente al punto che la moglie lo accusò di soffrire di “altrite” perché sempre, sempre gli altri venivano prima di tutto.

Nel 2000 si ammala di un tumore inguaribile e scrive a Chiara di dovere “chiudere un primo lungo capitolo della vita, ponendolo nel cuore misericordioso di Gesù, per aprirne un altro tutto nuovo”.

Anche in quest’occasione continua a proiettarsi verso il prossimo ed inventa la “monetina” da offrire a Dio, il controvalore della sofferenza offerta per unirsi al sacrificio di Gesù Abbandonato e riunisce i “tumorati” di Dio nella preghiera mattutina al Santuario della Madonna della Quercia.

“Domenico ha saputo vivere con pienezza, si è speso per costruire “frammenti di reciprocità” ed ha trasmesso a tanti la sua passione per l’unità, valorizzando ogni momento del vivere quotidiano” (Chiara Lubich)

Il Vescovo di Albano Mons. Marcello Semeraro, nel 2017 apre la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Domenico Mangano, Servo di Dio, proclamando che “la sua testimonianza autentica di cristiano e di fede radicale è un costante invito alla santità collettiva che trova la sua massima espressione nell’aiuto reciproco a percorrere lo stesso cammino di santità. Farsi santi per amore del prossimo”.